Come ordinare una biblioteca

dav_vivi

Un ordine perfetto è impossibile, semplicemente perché c’è l’entropia. Ma senza ordine non si vive. Con i libri, come per tutto il resto, occorre trovare una via tra queste due frasi.

Il lettore vero sta sempre leggendo un libro – o due o tre o dieci -, e la novità arriva come un disturbo – talvolta irritante, talvolta gradito, talvolta anche desiderato – all’interno di quella attività ininterrotta.

Ogni lettore vero segue un filo (che siano cento fili o un filo solo è indifferente). Ogni volta che apre un libro riprende in mano quel filo e lo complica, imbroglia, scioglie, annoda, allunga. […]. L’intrecciarsi delle letture nello stesso cervello è una versione impalpabile di quelle reti neuronali che fanno disperare gli scienziati.

Sono i libri fuori misura, che gli scaffali normali non riescono a ospitare e spesso finiscono nelle zone meno raggiungibili, come apolidi in una sala d’aspetto.

Essenziale è comprare molti libri che non si leggono subito. Poi, a distanza di un anno, o di due anni, o di cinque, dieci, venti, trenta, quaranta, potrà venire il momento in cui si penserà di aver bisogno esattamente di quel libro…

Molto raro è il caso di libri che abbia letto e siano rimasti tali e quali, senza alcun segno a matita. Non aggiungere a un libro tracce della lettura è una prova di indifferenza – o di muto stupore.

Ho sempre diffidato di quelli che vogliono conservare i libri intatti, senza alcun segno d’uso. Sono cattivi lettori. Ogni lettura lascia tracce, anche se nessun segno rimane sulla carta. […]. Quanto ai segni sui libri, tutto è concesso salvo scrivere o sottolineare a penna, perché è una sorta di lesione immedicabile dell’oggetto.

“… Il bene che viene da un libro non è nei fatti che se ne possono trarre, ma nel tipo di risonanza che risveglia nelle nostre menti”.

Ma come può, per esempio, manifestarsi la qualità in una libreria? […]. La libreria dovrà presentarsi come un luogo dove si ha voglia di entrare…

Se in una libreria si può stare soltanto in piedi, non si potrà compiere un gesto che nessun rivenditore elettronico può offrire: sfogliare un libro, leggere il risvolto, far cadere l’occhio su una pagina a caso, tenere il libro in mano e considerarlo come un oggetto, attraente o urtante.

L’uso dello spazio è una cosa vitale e decisiva in una libreria, come in qualsiasi casa, dove un buon criterio è non accogliere nulla che non si guardi con piacere.

6 Comments

    1. pacoinviaggio

      Si, è anche un mio desiderio. Purtroppo combatto con mancanza di spazio ed ho libri sparsi per casa. Mi piacerebbe averli tutti nella stessa libreria e poterne godere anche solo con guardandoli. Grazie per essere passata tra queste pagine. A presto

  1. Ero di quelle persone che stanno attente a tenere il libro immacolato, guai a sgualcirlo, figurarsi scriverci dentro. Persino quelli su cui studiavo. Avevo il mio righello e al massimo li sottolineavo a matita molto delicatamente. Fino a quando ho prestato dei testi universitari alla mia coinquilina. Erano intonsi visto che io dovevo ancora sostenere quell’esame. Le faccio presente che sono nuovi e lei mi garantisce che le servono solo per guardare le immagini. Ha fatto a quei libri talmente tanti orrori che non ci potevo credere: copertine rovinate, pieghe agli angoli delle pagine, sporchi di penna e interamente sottolineati a matita, con linee tutte storte. La carta era quella lucida da cui i segni non andranno mai del tutto via. Non le ho detto nulla, ero talmente arrabbiata e allo stesso tempo incredula che non sapevo cosa dirle. Lei me li ha restituiti come se niente fosse. A parte la mancanza di rispetto, che vabbè, tralasciamo, da quel momento il mio rapporto con i libri è cambiato. C’ero rimasta talmente male che, per reazione, mi sono distaccata dai miei modi maniacali ed ho iniziato a trattare i libri con più serenità. Adesso ci scrivo dentro, li sottolineo, li vivo. Faccio come mi sento di fare. Non tutti i mali vengono per nuocere insomma (col senno di poi). Scusa se mi sono dilungata ma leggendo le frasi mi è venuto in mente questo aneddoto 🙂 a presto!

    1. pacoinviaggio

      Sono contento che ti sia dilungata, mi hai regalato un sorriso. Sono anche contento che sia cambiato il tuo rapporto con i libri. I tratto con cura la copertina, ma sottolineo ogni frase che mi suscita un’emozione positiva o negativa che sia, per poterne godere anche in futuro. Grazie per essere passata tra queste pagine. A presto

  2. Non posso sottolineare nemmeno a matita i libri che leggo, proprio non ci riesco, è come se facendolo escludessi le parti che restano intatte, precludendomi magari il piacere o l’utilità nel rileggerle. Quando rileggiamo un libro non siamo mai la stessa persona che lo ha letto la prima volta, siete d’accordo?
    Però una cosa l’ho sempre fatta, sin da ragazzina: appena ho in mano un libro nuovo lo “apro”, e con questo intendo dire che lo allargo completamente, rendendolo il più possibile piatto da aperto, in modo che la lettura sia per me più agevole.
    Grazie per il passaggio nella mia piccola ed umile casa!

    1. pacoinviaggio

      Sono d’accordo che quando rileggiamo un libro non siamo la stessa persona che lo ha letto la prima volta. Io me ne rendo conto perchè quello che ho sottolineato e che quindi mi ha colpito la prima volta, spesso non mi suscita le stesse emozioni….
      Grazie e presto

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