#UnViaggioUnLibro: storie d’Amore, storie drammatiche

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Il viaggio a Rodi non è nato sotto buoni auspici. E’ un viaggio di lavoro con troppe incognite che non tarderanno a dare problemi di vario genere. Con questi pensieri allaccio le cinture di sicurezza. Mi immergo in “D’amore e Baccalà” di Alessio Romano, un titolo corposo, di quelli che non passano inosservati.

Mi ritrovo, come d’abitudine, a sottolineare i passaggi che meritano di essere ricordati più di altri e che, in questo caso, mi riportano al recente viaggio in Portogallo. Chi mi siede di fianco ne fa motivo di conversazione ed arrivo a destinazione senza lasciarmi coinvolgere dai pensieri di lavoro e dalle vicissitudini di Alessio, protagonista del racconto.

Rodi mi accoglie con il mare agitato nel lato occidentale, come ogni pomeriggio scoprirò presto, mentre nell’altro versante è calmo: l’isola, lascia la possibilità di scegliere la spiaggia seguendo il proprio stato d’animo. Io resto nel mezzo, in attesa.

“Il fascino del quartiere (Alfama) più antico e popolare della città e delle sue stradine in salita verso il Castello è intatto nonostante l’enorme massa di turisti che lo popolano ogni giorno”.

Rodi non sembra molto diversa da come Romano descrive Lisbona: turisti ovunque, negozi ovunque. I colori però sono diversi, i profumi sono diversi, l’energia è diversa.

L’attesa (di cosa non è giusto raccontarlo qui) si protrae, ed io mi divido tra il mare della Grecia e la storia d’amore raccontata nel libro che porto nello zaino: amore per una città, amore per una donna complicata, amore per il cibo. Alessio racconta Lisbona attraverso la ricerca di una cameriera bella e scontrosa, accompagnato da defunti scrittori famosi o infuriati pesci parlanti ed una serie di ristoranti dove è possibile respirare e gustare tutte le tradizioni della capitale portoghese.

E’ ufficiale: mi sono innamorato. Atterra sul mio tavolo con una teglia incandescente, […]. E’ un suono grandioso, questo ribollire, che ti mette in guardia dall’assaggiare ma e promessa di delizia come il canto di sirena. Il baccalà al forno è condito con patate, besciamella, carote, pomodoro, aglio e pangrattato.”

Adescato da questo racconto, mi ritrovo a fare una cosa che non credevo avrei mai fatto: fotografare i piatti che ho davanti nel tipico ristorante greco dove mi ritrovo ormai da qualche giorno a pranzo e a cena, in attesa che ciò che deve accadere, accada.

Il soggiorno a Rodi diventa impegnativo. L’ironia di “D’amore e baccalà” viene spazzata via da racconti drammatici, da vicende che mai nessuno dovrebbe aver vissuto. Rodi è inondata di sole, piena di giovani e di spensieratezza e la testimonianza di sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz che Sami Modiano urla dalla Sinagoga Kahal Shalom sembra non scalfire l’atmosfera vacanziera dell’isola: momenti di commozione, disperazione, ma questa è un’altra storia.

“E’ tempo di partire”

Le disavventure di Alessio si sono intrecciate alle mie per tutto il tempo passato sull’isola. Trovo un sottile conforto nel pensare di non essere stato solo imbattendomi in una serie di sfortunate conseguenze alle decisioni prese, dove anche il sole del mattino è diventato un nemico.

Ma ormai “E’ tempo di partire”.

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